Lo studio

Centro d'avanguardia per la cura delle patologie dell'occhio a Lecce 

 Il dottor Roberto Licignano è uno specialista rinomato a Lecce e provincia per quanto riguarda l'oftalmologia. Presso il suo studio specialistico offre prestazioni di oftalmologia sicure e garantite anche a norma di legge attraverso l'autorizzazione Sanitaria n. 5720 del 01/01/94.

Esame della vista accurato, diagnosi e terapie 

Se notate un abbassamento della vista, sperimentate fastidio a livello oculare oppure volete tenere sotto controllo la salute dei vostri occhi prenotate un appuntamento presso il centro di oftalmologia d'eccellenza di Lecce e provincia. In occasione della visita specialista in oftalmologia, il dottor Licignano vi sottoporrà ai seguenti esami:
  • esame della vista 
  • individuazione della correzione ottica 
  • esame del segmento anteriore oculare  
  • esame della pressione oculare 
  • esame del fondo oculare.  
Se ritenuto necessario, lo specialista in oftalmologia procederà anche a ulteriori test specialistici sulla motilità oculare, sulla lacrimazione, sulla sensibilità cromatica, sulla sensibilità al contrasto e per la valutazione della pervietà delle vie lacrimali.

ASTIGMATISMO: che cosa è?

L’astigmatismo è un disturbo della vista molto comune che si manifesta quando la cornea (la membrana trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio) non presenta la stessa curvatura in tutti i suoi punti.
Come si manifesta?
In un occhio che non presenta nessun tipo di anomalia, detto anche occhio emmetrope, i raggi di luce cadono direttamente sulla retina, dando vita a un’immagine nitida. Nell’occhio astigmatico, invece, i raggi di luce non si focalizzano su un unico punto ma su piani diversi, provocando una visione distorta e offuscata. Questa anomalia solitamente è di origine genetica oppure insorge in seguito a un trauma o a patologie corneali. Spesso un astigmatico si accorge di esserlo solo dopo una visita oculistica, per questo è fondamentale sottoporsi fin da piccoli a controlli oftalmologici. 
I sintomi dell’astigmatismo sono diversi a seconda del tipo di disturbo, delle diottrie mancanti e dell’età del paziente. Se si è in presenza di un lieve astigmatismo, non ci sono sintomi evidenti, tanto che può passare addirittura inosservato. Più il disturbo è elevato, più la percezione delle immagini è sfocata e distorta a qualsiasi distanza. Quando l’astigmatismo è associato all’ipermetropia, la persona che ne soffre avvertirà stanchezza oculare, arrossamento, prurito e bruciore agli occhi, vertigini o mal di testa, tutti disturbi legati allo sforzo eccessivo della messa a fuoco.
Come si può correggere?
Esistono diverse tecniche di chirurgia refrattiva per la correzione efficace dell’astigmatismo, come il laser a eccimeri utilizzato nella tecnica Lasik, e PRK/Lasek. Oppure, quando non è possibile intervenire venire con la tecnica Laser, si opta per l’impianto di lenti intraoculari, in particolare di lenti toriche. Grazie a questi metodi innovativi è possibile rimodellare il contorno della cornea e correggere non solo l’astigmatismo, ma anche gli altri disturbi visivi connessi (miopia, ipermetropia o presbiopia). Il medico oculista sottoporrà il paziente a prove mediche specifiche e solo dopo aver analizzato i dati indicherà qual è la tecnica più adeguata per correggere la vista.


Cos’è una cataratta secondaria?

È un’opacizzazione della capsula posteriore del cristallino, ossia dell’involucro che si trova dietro la “lentina” (quella artificiale). Le cause non sono ancora del tutto note (però si manifesta a causa di aggregati proteici a livello della suddetta capsula): si presenta nel 25-30% dei casi a due anni dall’intervento.
Si può curare la cataratta secondaria?
Si. Il trattamento viene eseguito a livello ambulatoriale con un breve intervento laser che rimuove l’opacizzazione

GLAUCOMA

È una malattia oculare caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico, che è la connessione tra l’occhio e i centri nervosi cerebrali dove devono arrivare le informazioni visive.
La causa del danno al nervo ottico consiste principalmente nell’aumento della pressione interna dell’occhio che provoca schiacciamento e cattiva irrorazione sanguigna del nervo ottico stesso e riduzione del flusso assonico.
La pressione interna dell’occhio, i cui valori normali sono compresi tra 10 e 20 mmHg, aumenta perché il liquido chiamato umore acqueo, che è prodotto in continuazione all’interno del bulbo, incontra una anomala difficoltà a defluire verso l’esterno attraverso le normali vie anatomiche predisposte.
Il danno al nervo ottico, se non diagnosticato e curato, comporta in definitiva una riduzione permanente della vista, ma oggi le terapie mediche, parachirurgiche e chirurgiche consentono un buon controllo della malattia, soprattutto se la diagnosi viene fatta non appena si avvertono i primi segnali.

CATARATTA: che cosa è?

La cataratta è un’opacizzazione della lente naturale contenuta nei nostri occhi (cristallino), collocata tra l’iride e il corpo vitreo (sostanza gelatinosa che riempie il bulbo oculare).
Che cause ha?
Ci sono diversi tipi di cataratta: tutti sono dovuti a modificazioni nella composizione chimica del cristallino (principalmente ossidazione delle sue proteine), le quali comportano una riduzione della sua trasparenza. Le cause di queste alterazioni possono essere molteplici: di solito è l’invecchiamento, ma possono essere anche traumi oculari, malattie oftalmiche (come il diabete), difetti ereditari o congeniti. Il cristallino può diventare opaco anche per ragioni legate allo stile di vita: è consigliabile, infatti, seguire una dieta sana e praticare un’attività fisica regolare. 
Quanto conta l’invecchiamento? 
Il normale processo di senescenza può causare l’indurimento del cristallino e la sua opacizzazione: si tratta della cataratta senile, il tipo più comune.
I bambini, similmente agli adulti, possono sviluppare invece la cataratta congenita. 
L’opacità del cristallino congenita può essere causata da stati infettivi o infiammatori che si verificano durante la gestazione e colpiscono il nascituro, come ad esempio la rosolia.
I traumi oculari possono causare la cataratta in soggetti di qualsiasi età. Traumi perforanti, ferite, calore intenso o traumi chimici possono danneggiare il cristallino e determinare l’insorgenza di una cataratta traumatica. Anche alcuni farmaci, tra cui i cortisonici, possono favorirne l’opacizzazione.
Quali sono i sintomi?
I sintomi che più comunemente vengono riferiti sono: visione offuscata (come se si vedesse attraverso un vetro smerigliato) oppure visione doppia, ipersensibilità alla luce (fotofobia) e abbagliamento, percezione dei colori meno vivida, necessità di cambi frequenti nella prescrizione degli occhiali. 
Inoltre può accadere che chi ha una presbiopia sia in grado di vedere meglio da vicino (rispetto al periodo precedente l’insorgenza della cataratta), a causa di una progressiva miopizzazione dell’occhio dovuta all’indurimento del nucleo del cristallino. La pupilla, che normalmente è nera, può alla lunga apparire di un colore giallastro o addirittura bianca.
Come si diagnostica?
Di solito la cataratta viene diagnosticata con l’ausilio di specifici strumenti. Spesso viene lamentato un offuscamento della visione, il facile abbagliamento, ecc. È opportuno effettuare una visita oculistica completa. Lo specialista esaminerà l’occhio per determinare il tipo, le dimensioni e la sede dell’opacità del cristallino. La parte posteriore dell’occhio potrà inoltre essere esaminata con uno strumento (oftalmoscopio) per valutare se ci siano ulteriori alterazioni oculari che potrebbero contribuire alla riduzione della qualità visiva.
Come si cura?
Quando la visione diventa insufficiente, allo stato attuale l’unico trattamento è l’asportazione chirurgica: oggi nei Paesi avanzati si procede generalmente con la tecnica della facoemulsificazione, che consiste nella frantumazione del cristallino attraverso l’emissione di ultrasuoni; poi si procede all’aspirazione di tali frammenti di cristallino. Dopodiché si impianta una piccola lente artificiale (IOL). L’intervento si esegue in anestesia locale o topica. 
Attualmente il recupero successivo all’operazione è molto più rapido, sia perché si effettuano delle incisioni sulla cornea molto più piccole di quanto si facesse in precedenza (il rischio di astigmatismo post-operatorio è ridotto) sia per il ricorso a una più raffinata tecnica di facoemulsificazione (meno traumatica).
Inoltre col femtolaser si possono praticare incisioni più precise sulla cornea e si può iniziare a frammentare il cristallino minimizzando il trauma (utilizzando meno ultrasuoni in una fase successiva) e tagliando in maniera più accurata anche la capsula che lo contiene.
Quando si opera?
La cataratta va operata quando provoca un deficit visivo rilevante in rapporto alla esigenze del singolo o quando il procrastinare l’intervento aumenterebbe i rischi operatori legati a una maggiore resistenza del cristallino. Ci sono poi casi in cui l’intervento di cataratta potrebbe dare luogo ad altre patologie oculari (come il glaucoma). Il compito del medico è quello di decidere assieme al paziente il momento migliore per l’intervento stesso.
Ci sono complicanze dovute all’intervento?
 Sì, come in qualunque intervento. La cataratta è l’intervento chirurgico più effettuato al mondo (se ne eseguono una ventina di milioni l’anno, principalmente nei Paesi sviluppati; oltre 550 mila in Italia nel 2014). Le tecniche attuali hanno ridotto molto i rischi intraoperatori (valutati attorno allo 0,01% circa). Le complicanze, tuttavia, possono riguardare sia l’atto operatorio che il periodo successivo; una complicanza è l’ipertono anche transitorio (aumento della pressione oculare che, invece, nel caso dei glaucomatosi si può ridurre). Altri problemi relativamente comuni possono riguardare la superficie oculare: occhio secco, ecc. 
Per quanto riguarda il momento chirurgico ci possono essere problemi a diverse strutture oculari (generalmente anteriori) che, nella maggior parte dei casi, non influenzano il risultato funzionale; tuttavia, potrebbero complicare l’intervento chirurgico stesso.



MALATTIE DELLA CORNEA

CHERATOCONO

Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea, progressiva su base non infiammatoria.
A causa del cheratocono, la cornea si deforma allungandosi in avanti, distorcendo le immagini (una distrofia corneale detta ectasia), facendo in modo che la superficie oculare trasparente tenda ad assumere una forma di cono.
Il problema insorge quando la parte centrale della cornea inizia ad assottigliarsi e a incurvarsi progressivamente verso l'esterno (ossia la superficie oculare trasparente diviene sporgente). Si verifica quindi una curvatura irregolare della cornea, che perde la sua forma sferica, divenendo conica. Il cheratocono ha una lieve predominanza nel sesso maschile (63,4%), secondo uno studio francese dell'Associazione specialisti lenti a contatto, e sembra in relazione a disfunzioni delle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide). Secondo il Clek Study (Collaborative Longitudinal Evaluation of Keratoconus), è presente un'atopia nel 53% dei casi. Può esistere anche una predisposizione ereditaria al cheratocono. La malattia insorge di solito durante la pubertà (sono anche descritti rarissimi casi congeniti), progredisce fino ai 30-40 anni per poi arrestarsi spontaneamente e nel 25% dei casi porta al trapianto di cornea.

IPERMETROPIA

L’ipermetropia è un disturbo della vista a causa del quale i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma al di là di essa. La causa principale dell’ipermetropia è la lunghezza insufficiente dell’occhio.
Molte persone sono ipermetropi senza rendersene conto perché l’occhio compensa il difetto automaticamente. Ciò queste persone spesso ne soffrono senza saperlo. Lo sforzo continuo per poter vedere sempre nitidamente provoca emicranie che raramente sono attribuite agli occhi. Solo quando l’ipermetropia non può più essere compensata dalla lente dell’occhio o quando si lavoro molto da vicino, l’ipermetropia diventa evidente nella vista sfocata e si fa la visita oculistica.
Gli ipermetropi riescono a mettere a fuoco solo gli oggetti lontani, sfruttando l’accomodazione, ovvero la contrazione del cristallino per mezzo del muscolo ciliare.
Di conseguenza tale muscolo non è mai a riposo causando mal di testa e fastidi all’occhio. L’ipermetropia viene corretta tramite l’utilizzo di lenti convergenti o positive.
Come si cura l’ipermetropia?
Si può curare l’ipermetropia in modo definitivo mediante: laser ad eccimeri, il laser a Femtosecondi, con le lenti intraoculari e con le lenti a contatto intraoculari. L’ultima novità è la lente intraoculare hi tech personalizzabile con il laser.

STRABISMO 

Nuovo paragrafo
Lo strabismo consiste nella deviazione degli assi visivi causata dal cattivo funzionamento dei meccanismi neuromuscolari che controllano i movimenti degli occhi.
Lo strabismo può essere intermittente o costante nel tempo, interessare prevalentemente un solo occhio o essere alternante.
QUALI SONO LE CAUSE?
Le cause dello strabismo possono essere diverse a seconda dell'età di insorgenza:
• Difetti della vista
• Malattie oculari (cataratta, ptosi, ecc.)
• Patologie neurologiche, paresi di origine cerebrale, paresi dei muscoli oculari
• Patologie endocrinologiche
Nei bambini si definisce "essenziale" quando non sono individuabili le cause.
In età adulta, le alterazioni a carico dell'apparato neuro-motore deputato a coordinare i movimenti oculari possono essere di natura restrittiva (cause più comuni: distiroidismi e miopia elevata), non paralitica (scompenso di strabismo infantile) e paralitica. Tra le cause di paralisi vi possono essere traumi cranici, malattie vascolari, malattie infettive, degenerative del sistema nervoso centrale, diabete.
Nei bambini lo strabismo può essere causato da difetti refrattivi non corretti, l' ipermetropia ad esempio determina frequentemente strabismo convergente.
Altra comune causa di strabismo è la visione ridotta in un occhio (ambliopia) che impedisce la normale collaborazione tra i due occhi, generando di solito uno strabismo divergente. 
A volte lo strabismo compare fin dalla nascita (congenito) o nei primi mesi di vita e può non essere legato ad altre alterazioni oculari. 
Anche nell'adulto si possono manifestare forme di strabismo da collegarsi a fenomeni di paresi dei muscoli oculomotori o addirittura si può evidenziare una forma di strabismo latente non più compensato.
TIPI DI STRABISMO
Lo strabismo non è quindi solo un problema di carattere estetico, ma soprattutto funzionale.
E' infatti un'alterazione della visione binoculare causata da una lesione dell'apparato oculo-motore; tale lesione che può essere di natura paralitica o di natura non paralitica. 
Lo strabismo paralitico è dovuto ad un'inefficienza di un muscolo oculare in seguito a lesione nervosa, infiammatoria o traumatica. Cause di paresi possono essere dunque traumi cranici, malattie vascolari, malattie infettive, degenerative del sistema nervoso centrale e il diabete. Gli occhi possono apparire dritti o presentare una deviazione che si accentua nella posizione in cui dovrebbe agire il muscolo paralizzato.
Ad esempio se si paralizza il muscolo retto esterno dell'occhio sinistro quando si tenterà di girare lo sguardo a sinistra apparirà un'evidente strabismo. 
Il sintomo principale di uno strabismo paralitico è la diplopia, spesso accompagnata da vertigini, difficoltà di orientamento e tendenza ad inclinare la testa in senso opposto alla deviazione.
Gli strabismi possono avere anche un'origine non paralitica cioè i muscoli, esaminati singolarmente, conservano la loro funzionalità.
Fattori nervosi che regolano la funzionalità e il sinergismo dei vari muscoli si alterano provocando lo strabismo. 
Se quest'alterazione non è costante e si manifesta solo in determinate condizioni, si è in presenza dieteroforia o strabismo latente, se invece l'alterazione è ben visibile in qualsiasi condizione si è in presenza di eterotropia o strabismo concomitante manifesto.
Nell'eteroforia o strabismo latente la deviazione viene mantenuta latente dal meccanismo della fusione: la deviazione oculare è quindi evidente solo quando viene interrotta la fusione o quando viene a mancare lo sforzo che il soggetto deve compiere. 
Per mantenere la fusione i sintomi sono legati allo sforzo e consistono in cefalea, stanchezza visiva che può accentuarsi nella visione da vicino, bruciore, fotofobia; talvolta si evidenzia l'inclinazione del capo e l'aggrottamento delle sopracciglia. 

L'eterotropia o strabismo concomitante è una deviazione degli occhi non corretta dal meccanismo della fusione. 
In questo tipo di strabismo la deviazione è sempre presente e manifesta e l'angolo di deviazione non cambia ovunque si guardi. 
A differenza dello strabismo paralitico, non è presente la diplopia perché il paziente riesce a eliminare l'immagine dell'occhio deviato (soppressione). 
Esistono tre tipi di strabismo concomitante: accomodativo, tonico e misto.
Alla base dello strabismo accomodativo vi è un'alterazione del rapporto convergenza/accomodazione, generalmente causata da un'ipermetropia non corretta: il bambino ipermetrope tende a compensare il difetto di rifrazione accentuando l'accomodazione, scatenando così lo strabismo. 
Alla base dello strabismo tonico l'alterazione del rapporto convergenza/accomodazione è, invece, a favore della convergenza che viene aumentata per un difetto innervazionale, muscolare o orbitario. 
Nello strabismo misto coesistono sia la componente accomodativa sia quella tonica. 
Lo strabismo concomitante non dà sintomi particolari in quanto intervengono meccanismi di compensazione diversi a seconda dell'età del paziente (soppressione, alternanza).

OFTALMOLOGIA PEDIATRICA

L′oftalmologia pediatrica è in grado di esaminare sin dalla nascita l′occhio del bambino e valutare la presenza di difetti refrattivi o di patologie oculari. Una diagnosi precoce di eventuali patologie è molto importante ed è quindi consigliata una prima visita tra i 3 e i 4 anni di età. Le alterazioni del sistema visivo dal punto di vista epidemiologico interessano dal 4 al 6% della popolazione infantile. La visione si sviluppa gradatamente durante i primi 5 anni di vita, pertanto non è una funzione innata e la maturazione avviene attraverso una serie di tappe ben definite; quindi tutte le anomalie organiche e refrattive o motrici che interferiscono in questo periodo hanno delle notevoli ripercussioni sulla funzione visiva. Scopo fondamentale della prevenzione delle anomalie in età infantile è quello di diagnosticare e rimuovere precocemente qualsiasi impedimento al normale sviluppo che si instauri durante il cosiddetto "periodo critico", che è quel lasso di tempo in cui il sistema visivo è sensibile a tutti gli influssi sensoriali provenienti dal mondo esterno che circondano il bimbo e che si esaurisce entro il primo anno di età.

MIOPIA

Cos’è la miopia?
La miopia è un disturbo visivo caratterizzato da una visione nitida degli oggetti vicini e da una visione sfocata degli oggetti lontani. 
Si tratta di un disturbo piuttosto comune che non sempre viene riconosciuto dalle persone che ne soffrono, in quanto non tutti gli oggetti appaiono sfocati.
La lettura di un libro o di un menu non pone difficoltà. Ma gli oggetti da lontano…? È possibile che vengano visti in modo non nitido.
Cause della miopia
La miopia è generalmente una questione di genetica. Se sei miope, presta particolare attenzione al manifestarsi dei primi sintomi della miopia progressiva nei tuoi figli. 
Sottoporli regolarmente a visite oculistiche è importante, in quanto la miopia comune compare generalmente in età giovane. Molti bambini miopi sviluppano questo disturbo dalla prima infanzia con un aggravamento delle loro condizioni che prosegue di anno in anno fino all’inizio della ventina. Lo sviluppo della miopia può essere causato anche da altri fattori. Ti ricordi quando i tuoi genitori ti dicevano di non sederti mai troppo vicino alla televisione? Il fatto di fissare lo schermo di un computer per lunghe ore o di leggere in condizioni di scarsa illuminazione - tutto ciò che può sforzare gli occhi in realtà - potrebbe avere un ruolo in questo disturbo. 
Attualmente nessuno conosce le cause precise della miopia, ma abbiamo scoperto numerose informazioni al riguardo. 
Il problema della miopia si verifica quando la luce che penetra negli occhi mette a fuoco l’immagine degli oggetti davanti alla retina anziché sulla retina, come avviene nell’occhio normale. (Quando invece la luce mette a fuoco l’immagine degli oggetti dietro la retina, si verifica l’ipermetropia.)
Ora che sappiamo di più sulle possibili cause della miopia, possiamo esaminare le varie soluzioni.
Trattamenti della miopia
Come avrai sicuramente indovinato, gli occhiali per la miopia sono uno dei mezzi disponibili per correggere la visione sfocata da lontano. Se hai più di 40 anni, potresti avere bisogno delle lenti multifocali in modo da poter vedere chiaramente sia gli oggetti lontani che quelli vicini, come ad esempio il giornale del mattino.
Molte persone affette da miopia preferiscono però le lenti a contatto. Sono disponibili lenti che correggono sia la visione da vicino che quella da lontano. Se hai uno stile di vita attivo, pratichi sport o semplicemente preferisci le lenti a contatto agli occhiali, chiedi al tuo oculista di illustrarti le varie opzioni in materia di lenti a contatto.
La chirurgia correttiva per la miopia rappresenta un’altra soluzione. La chirurgia LASIK per miopia viene effettuata per mezzo di un laser che rimodella la cornea in modo che la luce che entra negli occhi metta a fuoco correttamente le immagini. Questa soluzione non è indicata per tutti: dipende dagli occhi. Devi inoltre tenere in considerazione che molte compagnie assicurative considerano questo tipo di intervento estetico e quindi non ne coprono i costi.
La miopia nei bambini
Come abbiamo visto, la miopia è spesso un problema ereditario. Se hai dei figli e sei affetto da miopia, potresti aver trasmesso loro questo disturbo visivo. Naturalmente non è colpa tua, ma dovresti accertarti di tenere sotto controllo la manifestazione di determinati sintomi nei tuoi figli (mal di testa, avvicinamento dei libri agli occhi per leggere, affaticamento visivo, ecc.).
Come sempre, assicurati di consultare il tuo oculista di famiglia e fissa appuntamenti ad intervalli regolari.
Se tuo figlio è affetto da miopia, il problema non scomparirà da solo. Spesso si aggrava fino al raggiungimento dei vent’anni. 
Si discute spesso del fatto che trascorrere più tempo a giocare all’aria aperta, lontano dalla televisione e dai videogiochi, potrebbe contribuire a ridurre la miopia nei bambini.
Andare al parco e giocare all’aria aperta è un buon modo per creare legami con altri bambini e forse potrebbe contribuire anche alla salute dei loro occhi.

AMBLIOPIA

L’ambliopia, più comunemente nota come "occhio pigro", è una condizione caratterizzata da una ridotta acuità visiva, in genere monolaterale, che può essere causata da diverse patologie oculari.
L'occhio ambliope viene spesso definito pigro perché non viene normalmente utilizzato dal cervello e quindi ha una capacità visiva che in realtà non sfrutta. 
L'ambliopia si può verificare nello strabismo, in presenza di vizi refrattivi molto elevati oppure fortemente diversi tra i due occhi (anisometropia) e infine in presenza di ostacoli sull'asse visivo, (cataratta congenita, ptosi palpebrale, ecc.) che impediscono allo stimolo luminoso di arrivare sulla retina.

ESEMPI DI STRABISMO

Falso strabismo (epicanto)
La plica cutanea alla radice del naso è spesso eccessiva nei bambini piccoli e può far sì che il piccolo sembri strabico.

ESOTROPIA INFANTILE 
Al contrario del caso precedente l'occhio sinistro è chiaramente deviato verso l'interno. Esso necessita di cure precoci sia per un corretto sviluppo visivo, che per una risoluzione estetica del caso. Data l'entità della deviazione, molto frequentemente sono necessari più interventi.

ESOTROPIA ACCOMODATIVA 
E' un tipo di deviazione che viene corretta completamente dalla correzione ottica. In genere le esotropie accomodative sono associate a difetti visivi di tipo ipermetropico. Lo sforzo di messa a fuoco che compie il sistema visivo per compensare tale difetto rifrattivo porta ad un eccesso di convergenza che fa quindi instaurare una deviazione verso il naso. Corretto il difetto di refrazione viene a mancare la richiesta di convergenza e quindi si risolve la deviazione.

EXOTROPIA
Uno strabismo di tipo divergente può spesso iniziare come una forma intermittente (non sempre evidente) di modesta entità. Anche in questo caso si può avere una forma accomodativi associata a difetti rifrattivi di tipo miotico. Corretto il difetto rifrattivo vi è la scomparsa della deviazione. Se non curato adeguatamente può esitare in forme molto fastidiose sia dal punto di vista funzionale che estetico. 

STRABISMO VERTICALE
Esistono varie forme di strabismo verticale che in genere non si risolvono spontaneamente, ma che necessitano di una terapia chirurgica. Si possono classificare in: Iptropia: Occhio deviato verso il basso Ipertrofia: Occhio deviato verso l'alto. Spesso si associa anche a strabismo orizzontale.

QUALI SONO I SINTOMI?
I sintomi dello strabismo possono essere:
• Cefalea
• Stanchezza visiva
• Bruciore
• Fotofobia (fastidio alla luce)
• Talvolta inclinazione del capo
• Strizzamento degli occhi
• Visione doppia (diplopia)
• Sensazione vertiginosa
• Difficoltà di orientamento

DIAGNOSI
Gli accertamenti utili per la diagnosi di strabismo sono:
• Visita oculistica
• Valutazione ortottica e studio della motilità oculare
• Prove prismatiche per la diplopia (comprese, se necessarie, nella visita ortottica)

TRATTAMENTI 
La chirurgia dello strabismo utilizza la più recente metodica denominata MISS (Minimally Invasive Strabismus Surgery) che, riducendo al minimo il trauma chirurgico mediante l'utilizzo di aperture congiuntivali di pochi millimetri, minimizza fino ad eliminare i problemi fastidiosi post-intervento quali dolore, occhio rosso, gonfiore palpebrale che con l'usuale metodica perdurano spesso per qualche settimana. Gli interventi per lo strabismo e per correzione della diplopia possono essere effettuati sia in anestesia topica sia in anestesia generale. E' opportuno però una sollecita e precoce diagnosi e terapia dei piccoli bambini strabici per arrivare ai migliori risultati. Dopo i sei sette anni spesso ogni intervento risulta inutile e poco proficuo. L'età giusta è ai due anni quando il sistema oculare è maggiormente plastico e più efficace risulta l'intervento del medico oculista. Naturalmente alla nascita una visita preventiva è fortemente raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, per la più precoce diagnosi delle malattie congenite oculari che, anche se rare, vanno più precocemente diagnosticate al fine di una migliore prognosi visiva. Alla terapia medica si aggiunge quella chirurgica quando non viene raggiunto un buon equilibrio tra gli occhi, nonostante la correzione con la lente, la terapia occlusiva e quella ortottica. La terapia chirurgica è grandemente risolutiva nei casi più difficili e di maggiore entità. Viene presa in considerazione quindi, dopo ogni sforzo nel migliorare la potenzialità visiva dell'occhio ambliope, se il bulbo oculare resta manifestamente storto con la dovuta correzione ottica ed è eseguibile anche in età adulta, con sorprendenti e positivi risultati. Spesso si pensa che l'intervento chirurgico, mettendo diritti gli occhi, faccia venir meno la necessità dell'uso della lente che il piccolo paziente, dall'insorgere della deviazione oculare, ha sempre portato, spesso con il dispiacere dei genitori. Con l'intervento essi vedono così finalmente venir meno questo mal accettato vincolo, e ci si affretta a togliere gli occhiali prescritti. Alcune volte questo può anche succedere, ma nella maggioranza dei casi, la lente sarà ugualmente necessaria, essendo il difetto refrattivo indipendente dallo strabismo, necessitando comunque e sempre di correzione ottica.

Trattare i difetti visivi è possibile: 
chiamate per richiedere un preventivo!

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